Addio a Michael Jackson, re del pop
Dubbi e misteri sulle cause della morteROMA (26 giugno) - Crescono i dubbi sulla morte di Michael Jackson, avvenuta giovedì sera a Los Angeles probabilmente per un arresto cardiaco. Fan in lutto in tutto il mondo intanto per la morte del re del pop, 50 anni, l'ex bambino prodigio capace di vendere 750 milioni di dischi. Un talento che ha segnato una rivoluzione epocale nel mondo della musica e ha reso Jackson una delle star più conosciute del pianeta, come hanno sottolineato in tanti oggi, in una città, Los Angeles, già scossa dalla scomparsa di Farrah Fawcett.
Effettuata l'autopsia. Tra 4-6 settimane il responso. Oggi è stata effettuata l'autopsia, durata circa tre ore, sul corpo di Michael Jackson. Il portavoce del coroner della contea di Los Angeles, Graig Harvey, ha detto che per stabilire le cause del decesso ci vorranno tra le 4 e le 6 settimane. Escludendo che la morte sia stata provocata da un trauma esterno o da una caduta, Harvey ha detto che occorreranno nuovi esami, tossicologici e polmonari, per stabilire come è deceduto Jackson. Il portavoce ha anche confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell'ospedale dell'Ucla, il pronto soccorso.
Il mistero sulle cause della morte. Ma i dubbi sulle cause della morte hanno già scatenato le reazioni dei fan sul web. Molti media americani riportano oggi che Jackson si sarebbe iniettato una dose eccessiva di un farmaco sintetico chiamato “Demerol”, un narcotico che avrebbe effetti simili alla morfina. Gli investigatori hanno reso noto di voler ascoltare il medico personale del cantante, per accertarsi se sia stato lui a prescrivere o a fare quell'ultima iniezione, e per capire se la prescrizione possa comportare qualcosa di irregolare. Secondo quanto riferito da alcuni familiari, l'iniezione sarebbe stata fatta alle 11.30. La chiamata d'emergenza alle 12.21.
Caccia al medico personale di Jackson. La polizia di Los Angeles è a caccia del medico personale di Michael Jackson, che si ritiene potrebbe aiutare gli investigatori a risolvere il mistero della morte del cantante. La portavoce della polizia di Los Angeles, Karen Rayner, ha dichiarato oggi che la BMW del medico è stata rimossa dal giardino della casa dell'artista, dove era parcheggiata, e consegnata agli investigatori. «Nell'automobile potrebbero esserci medicinali - ha detto la Rayner - o altri indizi che potrebbero aiutare il medico legale a risalire alle cause del decesso». Il sito web TMZ.com ha riportato oggi la notizia secondo cui il medico avrebbe risieduto proprio a casa del cantante e avrebbe iniettato lui la morfina che ne avrebbe provocato la morte. La Rayner, tuttavia, non si è detta in grado di confermare la notizia, e ha negato di conoscere l'identità dell'uomo. La portavoce della polizia ha inoltre precisato che il medico non è indagato, ma che gli investigatori desiderano semplicemente la sua collaborazione nelle indagini.
L'avvocato Brian Oxman, portavoce della famiglia Jackson, ha detto alla Cbs che era preoccupato per i farmaci che il cantante aveva preso a causa di lesioni subite durante le prove per i concerti. «Avevo messo in guardia tutti coloro che ho potuto mettere in guardia e li ho avvertiti che un giorno Michael Jackson non si sarebbe svegliato», ha detto Oxman, riferendosi alle medicine prescritte al cantante. Il legale precisa tuttavia di non voler «puntare il dito su nessuno» e di voler aspettare l'autopsia.
Tarak Ben Ammar, ex manager e amico di Michael Jackson sostiene che i «ciarlatani» e «criminali» sono stati «i medici che lo hanno curato nel corso della sua carriera, che hanno distrutto il suo volto, che gli hanno dato medicine per alleviare le sue sofferenze». Ben Ammar lancia accuse ai medici che in questi anni hanno curato il re del pop traendo «vantaggio dalla sua ipocondria». Ben Ammar afferma di non avere mai visto Jackson fare uso di droghe e sostiene che il cantante sia morto d'arresto cardiaco «perché prendeva ogni sorta di medicina».
Il lutto, esploso su internet, ha coinvolto celebrità e persone comuni sull'Hollywood Boulevard, dove in tanti hanno fatto pellegrinaggio, anche se sulla stella di un omonimo, visto che quella di Michael era coperta dal tappeto rosso pronto per la premiere di Bruno, il nuovo film dell'autore di Borat. A Westwood, dove è avvenuto l'ultimo tentativo di salvargli la vita, dal mattino si è assistito a un pellegrinaggio di gente di ogni colore, età, estrazione sociale. La gente è visibilmente turbata, emozionata, anche se le lacrime si mischiano con i sorrisi e i movimenti che la musica del cantante americano induce e ha sempre indotto.
Prima il dubbio di una bufala, poi la notizia del ricovero in gravi condizioni, quindi la conferma ufficiale con il viaggio della salma, avvolta di bianco, in elicottero verso l'obitorio. Il dramma è cominciato poco dopo mezzogiorno con una telefonata dalla villa di Jackson, nel quartiere di Holmby Hills, ai servizi di emergenza.
«È un uomo di 50 anni. Non respira più». Questo il messaggio giunto ai servizi di emergenza
dalla abitazione di Jackson alle 12.21 locali (ora di Los Angeles). La prima squadra di soccorso ad arrivare nella abitazione di Bel Air affittata dal cantante era a bordo di un camion rosso dei vigili del fuoco. I paramedici hanno tentato di rianimare Jackson, che non mostrava più segni di vita, mentre lo trasportavano all'Ucla Medical Center. All'ospedale, mentre il cantante veniva trasportato freneticamente su una barella all'interno dell'edificio medico, qualcuno che accompagnava Jackson ha cominciato ad urlare «Dovete salvarlo, dovete salvarlo!», hanno riferito alcuni testimoni.
Il medico personale di Jackson ha tentato di prestare soccorso al cantante, nella sua abitazione, ancora prima dell'arrivo della ambulanza, ha rivelato il fratello del cantante, Jermaine. Ai tentativi del medico di Jackson si erano poi uniti i paramedici dell'ambulanza chiamata via telefono. «L'ambulanza è giunta all'Ucla Medical Center alle 13.14 - ha detto Jermaine - Per oltre un'ora i medici dell'ospedale hanno cercato di rianimare Michael. Ma non ci sono riusciti». «La nostra famiglia chiede ai media di rispettare la nostra privacy in questo difficile momento - ha aggiunto il fratello del cantante - Il nostro amore sia con te, Michael, per sempre».
L'indagine della polizia. Per tutto il pomeriggio, appurata la morte del cantante, l'attenzione si è spostata sulle cause e le modalità e l'arrivo di una squadra speciale della sezione omicidi e rapine della polizia di Los Angeles - che ha aperto una indagine - ha fatto affiorare le voci più disparate. Normale procedura hanno detto gli agenti speciali, fermatisi almeno tre ore nella casa del cantante e hanno sequestrato tre autovetture, mantenendo però il massimo riserbo sulle indagini.
Morto mentre tentava il rilancio. A contribuire al mistero sul decesso di Jackson il fatto che sia arrivato in un momento di rilancio per il cantante di Thriller, che negli ultimi anni ha mantenuto un profilo molto basso e che fino alla sera precedente stava provando per il suo nuovo e ultimo show: il che rende sospetta l'ipotesi di un infarto per cause naturali.
Il cantante si stava preparando da mesi perché aveva in programma un tour di cinquanta concerti che l'avrebbero riportato al centro della scena musicale, a partire da Londra. Proprio nella capitale inglese in un'apparizione pubblica di cinque minuti che non avveniva da anni, a parte le sue presenze in tribunale aveva detto ai suoi fan: «Vi amo enormemente, dal profondo del mio cuore».
Folla all'Apollo Theatre di Harlem. Una folla di fan di Jackson si è riunita la scorsa notte davanti all' Apollo theatre, nel cuore del quartiere afroamericano di Harlem a New York, per onorare ballando la memoria dell'artista scomparso. Il re del pop aveva debuttato proprio qui quando, ancora bambino, cantava con i fratelli riuniti nei «Jackson Five». «In memoria di Michael Jackson, una vera leggenda dell'Apollo», recitava stanotte l'insegna luminosa del teatro dove sono passate tutte le star della musica afroamericana. E mentre in strada venivano diffuse le note delle sue canzoni più celebri, i fan accorsi si sono messi a ballare. Molti indossavano magliette dedicate al re del pop, soprattutto con le immagini di Thriller.
Il lutto globale per Michael Jackson ha avuto effetti immediati sul web, mandando in tilt Google e Twitter per il numero di contatti subito dopo la diffusione della notizia della morte del cantante. Un
portavoce di Google ha confermato alla Bbc che di fronte ai milioni di utenti che hanno digitato quasi contemporaneamente il nome del re del pop si è pensato ad un attacco informatico.
Il cantante è stato dichiarato morto a Los Angeles alle 14.26 e chi ha provato a chiedere notizie su Jackson fra le 14.40 e le 15.15 (ora californiana) ha ricevuto in risposta questa frase: «La richiesta appare simile a richieste automatiche da un virus del computer o da un software di spionaggio». Su Twitter la morte di Jacko ha preso il sopravvento mettendo in secondo piano anche la crisi iraniana.
Anche il sito di gossip Tmz, che per primo ha annunciato la morte di Jackson, è andato rapidamente in tilt per troppe richieste di accesso. La voce Michael Jackson di Wikipedia, di fronte all'iniziale confusione di notizie, è stata smontata e riscritta più di una volta.
Anche Facebook investita dall'ondata di messaggi per la morte di Jackson: il popolare social network è esploso per le connessioni e, in poche ore, tanti utenti si sono iscritti ad una pagina interamente dedicata a Jacko. Si chiama “Rip Michael Jackson (we miss you)” e in poche ore ha raccolto più di 160.000 iscrizioni, sicuramente destinate ad aumentare anche perchè appare un invito a tutti a divulgare la pagina il più possibile «per farne la più grande che Facebook abbia mai visto».
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id...HOME_SPETTACOLO